L’anima del Jazz: Louis Armstrong

La figura che ha diffuso il jazz in tutto il mondo è sicuramente Louis Armstrong, di cui tutti conosciamo la sua voce profonda e la sua musica malinconica e romantica che ha conquistato i cuori di tutte le generazioni, in particolare con il suo capolavoro: “What a Wonderful World”.

LE ORIGINI

L’artista è nato 4 agosto 1901 a New Orleans, la patria del jazz. La sua infanzia non è semplice; Louis, nipote di schiavi afroamericani, viene abbandonato dal padre, mentre la madre entra in un giro di prostituzione per guadagnarsi qualcosa da vivere, perciò fin da piccolo viene affidato alla tutela dei nonni e degli zii. Ma incontra il suo destino da musicista da subito! A soli 11 anni, rimane coinvolto in un episodio poco piacevole (spara con una pistola rubata), e perciò viene messo in un orfanotrofio, dove inizia a suonare il tamburino nella banda del centro.

Nasce la sua passione per la musica, che lo porteranno dapprima a specializzarsi nell’uso della cornetta, entrando a far parte del gruppo del riformatorio per ragazzi neri, la New Orleans Home for Colored Waifs. Successivamente riesce ad entrare in contatto con i musicisti più famosi di New Orleans, tra cui Bunk Johnson, Buddy Petit, Kid Ory, e in particolare Joe “King” Oliver, figura fondamentale per la formazione di Armstrong. Quando Joe Oliver abbandona la città nel 1919, Armstrong assume il suo ruolo nella band jazz più nota in città.

La sua carriera decolla, Armstrong dimostra di essere un abile musicista e anche cantante. A soli 20 anni inizia a cimentarsi in assoli di tromba, sbalordendo tutti per la sua strabiliante capacità di saper fare jazz in autonomia. Le sue esibizioni strumentali sono uniche e con suono inconfondibile, che poi sarà accompagnato anche dalla sua magnifica voce. Trasferendosi poi a Chicago grazie anche al suo mentore Joe Oliver, trova lì la sua fortuna.

Nel 1924 Armstrong viene invitato a suonare nell’orchestra di Fletcher Henderson, la famosa band afro-americana; inizia così a suonare la tromba.

Avrà nel corso della sua vita moltissimi altri impieghi e diventerà sempre più famoso. Ha inoltre accompagnato alcune figure femminili blues tra le più celebri di tutti i tempi, come Bessie Smith nel 1925 per gli album St. Louis Blues e Reckless Blues, Ma Rainey, Trixie Smith, Clara Smith in Nobody Knows The Way I Feel Blues, Maggie Jones.

LA MUSICA DI ARMSTRONG

LA MUSICA DI ARMSTRONG
LA MUSICA DI ARMSTRONG

Il più grande merito riconosciuto ad Armstrong, è stato quello di aver intrapreso il jazz da solista, che assume lo stesso merito del jazz suonato in gruppo, diversamente a come era nel jazz classico. È un artista a 360° che ha saputo tramutare il suo passato difficile in una musica in grado di comunicare a chiunque lo ascoltasse. È stato infatti denominato “Mister Jazz” da Duke Ellington; arrivando anche a sperimentare il genere jazz con la musica classica.

Tra i pezzi più famosi di tutti i tempi vi è senza alcun “What A Wonderful World” del 1967, in cui si comprende il genio e l’originalità del trombettista di New Orleans. La canzone è stata scritta da Bob Thiele e George David Weiss, e poi incisa da Armstrong nel ’71. Ha inoltre riscritto nel ’52 una delle canzoni più romantiche e belle di sempre, “La vie en rose” di Édith Piaf del ’45 scritta con Louis Guglielmi, con il suo stile unico.