LA VOCE DI NAPOLI: PINO DANIELE E IL SUO RAPPORTO COL JAZZ

Come abbiamo visto, Napoli è stata una delle prime città italiane a diffondere in Italia i generi musicali afroamericani, quali il jazz e lo swing, in seguito all’arrivo dei militari americani. Ma nessuno come Pino Daniele è riuscito a unire queste due culture quasi opposte, quella napoletana con quella americana, nella sua musica. Da cantautore, a musicista a compositore, Pino Daniele ha regalato alla sua città, Napoli e a tutto il mondo, un vasto repertorio musicale.

LA SUA FORMAZIONE MUSICALE

Chitarrista di formazione blues, Pino Daniele è stato, in particolare tra gli anni settanta e ottanta, uno dei musicisti più innovativi del panorama italiano. In quarant’anni di carriera ha collaborato con artisti dalla fama mondiale, come James Senese, Franco Battiato, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ralph Towner, Yellowjackets, Mike Mainieri, Claudio Baglioni, Danilo Rea e Mel Collins, ma anche Pat Metheny, Eric Clapton, Chick Corea, Robert Randolph, Bob Berg e Joe Bonamassa.

La sua musica ha sicuramente un’influenza derivante dalla musica rock, dal jazz di Louis Armstrong, dal chitarrista George Benson e dal blues, che contaminato alla musica napoletana, ha dato vita al “blues napoletano”, denominato da lui stesso “tarumbò”, a indicare la mescolanza di tarantella e blues, e che trova corrispondenza nel suo singolo “A me me piace ‘o blues”.

LA SUA CARRIERA

Pino Daniele inizia suonando jazz-rock negli anni ’70. La svolta si ha nel 1976, quanto Daniele entra a far parte del gruppo rock-jazz creato dal grande James Senese, come bassista. Un anno dopo, debutta come solista, con l’album “Terra mia”, dedicato alla sua città, che già gli fa acquistare una grande fama, per l’originalità di stile e contenuti. In quest’album vi è anche la famosissima “Napul’ è”, ancor oggi amatissima dai napoletani.

LA SUA CARRIERA
LA SUA CARRIERA

Successivamente con il suo terzo album “Nero a metà”, il suo successo aumenta con i brani come “Quanno chiove” e “A me me piace o blues”. Gli anni ottanta sono ricordati soprattutto perché ha avuto modo di aprire un concerto di valenza mondiale, ovvero quello di Bob Marley. Negli anni ’90, continua con la sua musica, e ha anche importanti collaborazioni con il mondo del cinema; infatti il grande Massimo Troisi, nonché suo grande amico, gli affida la colonna sonora del suo film “Pensavo fosse amore e invece era una calesse”, e in questa occasione lui scrive uno dei suoi capolavori “Quando”, dalle note dolci e nostalgiche.

Con l’inizio del XXI secolo, la sua popolarità decresce per un periodo, sorpassato dalle tendenze pop, ma Pino Daniele non è mai stato dimenticato. Riacquista una certa considerazione nel 2014, con la ristampa dell’album degli anni ’80, “Nero a metà”.  Inizia così un tour con la band storica degli anni ’80, fino all’ultima data al Forum di Assago, il 20 dicembre. Purtroppo il 4 gennaio, Pino Daniele ci lascia, a causa di un infarto che lo colpisce a soli 59 anni. Ma Pino Daniele non è mai andato via, vive ancora nelle sue canzoni. Il potere della musica è proprio questo: superare ogni limite.