Il JAZZ

Il jazz è un genere musicale nato agli inizi del XX secolo negli USA, come evoluzione di forme musicali già utilizzate dagli schiavi afroamericani. Inizialmente aveva la forma di canzoni di lavoro nelle piantagioni e durante la costruzione di ferrovie e strade negli Stati Uniti e serviva a ritmare e coordinare i movimenti. È frutto di un lungo processo di fusione tra forme musicali occidentali e africane.

Il contesto in cui si afferma il jazz

Le origini del jazz risalgono ai primi anni del Novecento negli Stati Uniti, nell’ambito delle trasformazioni sociali e culturali che attraversava in quel periodo la comunità nera, da poco affrancatasi dalla schiavitù. La deportazione di schiavi provenienti dall’Africa occidentale aveva concentrato nel Sud degli Stati Uniti una vasta popolazione di colore, la cui musica comprendeva una varietà di stili legati a contesti e usi differenti. La chiesa era un luogo di forte aggregazione dove si praticava lo spiritual, un canto collettivo che reinterpretava la tradizione degli inni liturgici protestanti. Vi era poi il blues, un canto individuale eseguito generalmente su accompagnamento di chitarra che affrontava in modo semplice e diretto le tematiche legate alla difficile vita quotidiana del nero in America. Infine il ragtime, un raffinato genere pianistico che era l’espressione più colta nel panorama musicale afroamericano di quel periodo.

La nascita del jazz si può collocare a New Orleans, in realtà i presupposti musicali del jazz andarono formandosi più o meno contemporaneamente in vari centri degli Stati Uniti. Il jazz arriverà a Chicago con Louis Armstrong e poi in Europa dove avrà un successo grandissimo.

Le caratteristiche del Jazz

Il jazz è una musica che prende forma e vive nel momento dell’esecuzione, attraverso l’apporto personale dei musicisti. Nato come musica di estrazione popolare e legato strettamente al ballo, oggi il jazz è riconosciuto come espressione artistica con caratteristiche proprie e costituisce un patrimonio musicale ascoltato e praticato in tutto il mondo.

Le caratteristiche del Jazz
Le caratteristiche del Jazz

Fin dalle origini, il jazz si rese riconoscibile per le sue caratteristiche espressive, tende a conservare la sua identità tradizionale, che dai rozzi vocalizzi dell’epoca schiavistica si trasmise dapprima ai canti evangelici (spiritual, poi gospel), in seguito al blues dove trovò anche un primo adattamento strumentale (chitarra, banjo, armonica a bocca). In altri termini la disciplina tecnico-strumentale nel jazz gode di una libertà sconosciuta nella musica accademica, in quanto si ricorre a usi impropri degli strumenti per la realizzazione di effetti particolari, e per generare dei suoni nuovi e particolari, giocando con il fiato e con le mani.

Inizialmente l’essenza dell’improvvisazione era nella linea melodica, gli strumenti di accompagnamento (pianoforte, chitarra, contrabbasso) vennero introdotti in seguito. Sin dai primi tempi il jazz ha incorporato nel suo linguaggio i generi della musica popolare, del ragtime, del blues, della musica leggera e infine della musica colta, soprattutto statunitense. In tempi più recenti il jazz si è anche mescolato con tutti i generi musicali moderni anche non statunitensi, come la samba, la musica caraibica e il rock.

Le trasformazioni del jazz

Il jazz si è trasformato, nel corso del ventesimo secolo evolvendosi in una grande varietà di stili e sottogeneri, assumendo nomi ed etichette diverse, non sempre moto gradite dai musicisti, o meglio jazzisti che preferiscono definire la loro musica semplicemente come jazz.

Dopo gli anni 70 il jazz è entrato a pieno diritto nella cosiddetta musica colta, entrando quindi nei corsi tenuti nelle scuole musicali e nei Conservatori. Oggi il jazz è un genere musicale raffinato, eseguito nei festival o nei locali specializzati, dove i musicisti creano estemporaneamente la propria musica.