CIRCUITO JAZZ

A Napoli, il jazz è sempre stato nelle vene dei suoi cittadini, rispecchia l’animo malinconico e sentimentale della città.

IL GENERE MUSICALE

Il jazz è un genere musicale nato agli inizi del XX secolo, ma che ha le sue radici nella cultura afroamericana. Nasce con le “canzoni di lavoro” degli schiavi afroamericani, durante la tratta nelle piantagioni.

Deriva dalla contaminazione di altri generi come il ragtime, il blues urbano. La particolarità di questo genere è dovuta al fatto che prende vita durante l’esecuzione stessa dei musicisti, che spesso fanno uso dell’arte dell’improvvisazione. Con l’uso di strumenti musicali, quali il pianoforte, il sassofono, la tromba, il contrabbasso, il jazz arriva a toccare le corde più profonde dell’anima di chi ascolta, perciò risulta essere un genere molto amato soprattutto dagli animi più sensibili.

“UNA PROVINCIA IN JAZZ”

Promuovere la diffusione della musica jazz è l’obiettivo che si è posto l’iniziativa “Una Provincia in Jazz”, attraverso svariati eventi in tutta la Regione Campania. Ci sono state iniziative in questa direzione anche grazie all’Onj “Orchestra napoletana di jazz”, formata da musicisti campani, che ha organizzato una serie di concerti per la regione: “Sorrento jazz… e dintorni”, “Ischia jazz festival”, “Napoli jazz festival”, “Nick La Rocca. European jazz festival”, “DiVino jazz festival”.

Del circuito jazz di Napoli, ricordiamo due eventi emblematici di parecchi anni fa, uno del 2006 e uno del 2007, che ebbero un grande afflusso di persone, grazie all’impeccabile organizzazione e agli artisti talentuosi che si esibirono. Di particolare interesse fu il concentro di chiusura nel Conservatorio di San Pietro a Majella, dove l’orchestra napoletana di jazz regalò una performance da brividi. Diretta da Mario Raja, sassofonista e arrangiatore sia di musica classica che di jazz, l’orchestra ha eseguito riletture della tradizione napoletana e composizioni originali che mostrano il talento dei musicisti, paragonabili a artisti a livello internazionale.

Il concerto inoltre ebbe un ospite d’eccezione, Tullio De Piscopo, famoso batterista napoletano; riportando le sue parole: “Sono partito 35 anni fa da Napoli, qui era impossibile suonare jazz; tornare oggi e vedere che c’è un circuito di otto festival, un’orchestra provinciale che funziona e un progetto che altre città ci invidiano è una rivincita personale. E credo che sia ora che il nostro jazz vada anche all’estero”.

Il direttore Mario Raja, inoltre racconta: “Per me, napoletano emigrato prestissimo a, “tornare a lavorare nella mia città è un sogno che si avvera. Anche perché questa esperienza mi sta portando ad approfondire un repertorio tradizionale disponibile alla rilettura jazzistica. Come in Mercato e Preludio di Pulcinella di Viviani o Era de maggio di Di Giacomo. È l’avvio di un discorso che andrà ampliato in futuro, tale da creare uno stile ed un repertorio originali dell’Orchestra”.

Infine per concludere con le parole del direttore artistico del Circuito Onofrio Piccolo: “In due anni abbiamo costruito un’orchestra e iniziato un lavoro di ricerca intorno alla nostra identità musicale per raccontare Napoli in jazz anche fuori dai confini locali. Tutto questo è stato possibile superando frizioni, divisioni e individualismi che solitamente caratterizzano l’ambiente napoletano. Ma soprattutto è stato possibile grazie alla straordinaria passione con cui il maestro Raja e tutti i musicisti dell’Orchestra partecipano al progetto”.