STORIA DEL JAZZ NAPOLETANO

Il jazz approdò a Napoli all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, quando gli americani arrivarono e trovarono una città devastata dai bombardamenti.  Si iniziò a diffondere la volontà di democratizzare la società, anche con mezzi di comunicazione come la radio, le interviste, e anche attraverso la musica.

Anche la musica “americana” venne usata per creare buoni rapporti con la popolazione. Così si cominciò ad organizzare concerti nelle principali piazze napoletane. Nacquero locali atti allo svago delle truppe americane e di clubs dove appunto si suonava musica jazz. Così molti musicisti locali dovettero adattarsi alla musica degli americani un po’ per necessità, in quanto costituiva il nuovo trend a cui dover far riferimento. 

DALLA NASCITA DEI V-DISC ALLE PRIME ORGANIZZAZIONI MUSICALI

Ma per diffondere ancora di più questo genere musicale, si pensò di produrre dei dischi; grazie alla V-Disc Organisation che si occupò di cercare i migliori musicisti in circolazione, e di unirli in gruppi nonostante le differenze di formazione, si produssero performance di grandissimo livello che vennero incise all’interno dei dischi.

Le prime incisioni ricordano nomi come il pianista Lennie Tristano o Frank Sinatra, ma soprattutto delle grandi orchestre, quella di Duke Ellington, di Count Basie o di Benny Goodman. Ben presto, il jazz “americano” venne a sostituire quello che fu poi definito “swing all’italiana”, di cui i maggiori esponenti sono Alberto Rabagliati e Natalino Otto. Gli americani successivamente diedero vita a un’organizzazione detta PWB (Psycological Warfare Branch), che si occupava della programmazione radiofonica da Bari a Napoli e poi da Roma a Firenze, e che prevedeva anche la divulgazione della musica jazz.

Il 15 ottobre 1943 Napoli divenne un centro radiofonico importante, grazie alla creazione di una stazione radio sul promontorio di Pizzofalcone da parte dell’americano Giorgio Rehm. Un anno dopo ci fu la svolta, con il governatore Poletti che decise di mettere anche la radio tra gli strumenti di “divertimento”, e questo comportò l’ulteriore diffusione del genere con le esibizioni delle orchestre di Umberto Colonnese e Gino Campese, e dei complessi Calace e Pariante e altri gruppi jazz.

LA DIFFUSIONE DEL GENERE MUSICALE

LA DIFFUSIONE DEL GENERE MUSICALE
LA DIFFUSIONE DEL GENERE MUSICALE

Il 1 ottobre 1944 la gestione dei programmi di Radio Napoli passò dal PWB alla RAI, che diede maggiore spazio alla musica jazz, facendo così conoscere alcuni grandi musicisti americani che erano stati di passaggio a Napoli e avevano contribuito a far crescere questo genere anche qui.

Successivamente un salto si ebbe negli anni ’50, quando musicisti come Renato Carosone e Ugo Calise inaugurarono un nuovo filone in cui si univa il suond americano alla musica tradizionale napoletana. I napoletani si appassionarono sempre di più a questo genere, tanto che nacquero dei primi circoli di persone che si riunivano per discutere e scambiarsi pareri a riguardo. Tanto che nel 1954, Antonio e Tito Livio, Franco Vaccaro, Marcello Avena, Sergio Cotugno e Alfonso Bragaglia, diedero vita al Circolo Napoletano del Jazz (CNJ).

Da subito si ebbe anche un appoggio da parte della stampa, che promosse questa iniziativa, che fece conoscere a tutti la bellissima nonché bravissima cantante jazz Lilian Terry, la prima ad apparire in video in Italia.