CHET BAKER E IL COOL JAZZ

«Il trombettista e cantante Chet Baker morì in questo luogo il 13 maggio 1988. Egli vivrà nella sua musica per tutti quelli che vorranno ascoltarla e capirla». (Didascalia sulla lapide commemorativa di Chet Baker). Figura unica e contraddittoria, Chet Baker è stato un jazzista tra i più famosi di tutti i tempi, uno dei principali esponenti del cool jazz. Il suo stile soft e calmo nascondeva l’animo dell’artista, “genio e sregolatezza”.

BIOGRAFIA

Chesney Henry “Chet” Baker Junior nasce il 23 dicembre del 1929 a Yale. Da bambino si avvicina alla musica iniziando a cantare nel coro della chiesa. Trasferitosi con la sua famiglia in California, prende parte alla banda della scuola e intanto aiuta la famiglia economicamente facendo alcuni lavoretti. Successivamente si arruola, ma la sua esperienza da soldato dura poco, in quanto, dopo aver effettuato alcuni test psichiatrici, viene dichiarato inadatto alla vita militare.

Nel ’52 gli si presenta finalmente un’occasione; viene chiamato da Dick Bock, capo della World Pacific Records per un’audizione di Charlie Parker al Tiffany Club, in cui egli dimostra finalmente il suo talento, e infatti viene preso. L’esperienza anche se molto costruttiva per Baker, dura poco tempo; dopo il tour la band si separa.

Chet forma così un suo quartetto, e inizia a farsi conoscere come trombettista. Nel ’55 il gruppo si separa, e Chet intraprende una vita più sregolata. Inizia a fare uso di droghe e ad entrare in brutti giri, anche se nel frattempo non lascia la musica, forse proprio come sfogo ai problemi interiori. Si trasferisce in Europa dove riscuote un certo successo, e lavora anche per diversi anni in Italia. I problemi non sono finiti però; in Italia viene arrestato e poi anche in Germania, dove inoltre riceve un mandato di estradizione.

Tornato negli Stati Uniti, trova una situazione completamente diversa rispetto a quella che aveva lasciato. Infatti in quegli anni si stava diffondendo il genere rock che mette in secondo piano il jazz. In questo contesto il musicista trova difficoltà nel ricevere un impiego che lo soddisfi. Ritorna poi a suonare a New York, grazie a Dizzy Gillespie, anche se non si sentirà mai pienamente realizzato nella carriera, come anche nella sua vita privata. Muore a 58 anni il 13 maggio nel 1988, si presume si sia suicidato lanciandosi dalla finestra del suo hotel ad Amsterdam.

IL MUSICISTA

IL MUSICISTA
IL MUSICISTA

Definito il re del cool jazz, un genere elegante, soft, delicato, in netto contrasto all’animo inquieto che vi era dietro. Nei suoi brani riesce a trasmettere verità in un modo naturale; le parole e la musica strumentale si fondono in dolcissime melodie, come si vede in “I fall in love too easily” o in “There will never be another you”.

“I get along without you very well” è un altro capolavoro di Baker, che genera una certa malinconia in chiunque lo ascolti. Nel brano egli dice che è sicuro di poter stare bene da solo, senza la sua amata, per poi contraddirsi (“except perhaps in spring, but I should never think of spring”).