8 COSE CHE FORSE NON SAPETE SUL GRANDE LOUIS ARMSTRONG

Louis Armstrong, nato il 4 agosto del 1901 e morto 70 anni dopo, il 6 luglio del 1971, è stato uno degli artisti jazz che più hanno influenzato questo genere musicale. Trombettista, compositore, vocalist, persino attore, ‘Satchmo’ (uno dei suoi soprannomi, come anche ‘Satch’ e ‘Pops’) nel 2017 è stato inserito – forse con colpevole ritardo – nella Rhythm & Blues Hall of Fame.

A differenza di quanto abbiamo fatto con John Coltrane, di cui abbiamo raccontato vita e carriera in maniera abbastanza lineare, vogliamo farvi conoscere meglio Louis Armstrong attraverso 8 curiosità di cui probabilmente non eravate a conoscenza.

1) Il suo primo strumento musicale fu la cornetta

Louis Armstrong nacque in una delle zone più povere di New Orleans, la capitale mondiale del jazz. Suo padre abbandonò la famiglia quando era ancora piccolo, mentre sua madre era costretta a fare i lavori più umili e degradanti, per riuscire a sfamare Louis e sua sorella Beatrice. Armstrong crebbe principalmente accudito dalla nonna, ma anche una famiglia di immigrati lituani, i Karnofskys, si presero cura di lui.

Lo stesso Armstrong raccontò di come i Karnofskys lo trattassero alla stregua di un figlio, spesso dandogli da mangiare. Furono loro a donargli il denaro per acquistare il suo primo strumento musicale, che non fu una tromba bensì una cornetta, che comprò spendendo 5 dollari.

2) Una palestra molto particolare

Da giovane, Louis cantava per strada per raccogliere qualche spicciolo in più, ma fu soltanto all’età di 11 anni che cominciò a studiare musica, quando fu arrestato per aver sparato un colpo di pistola durante i festeggiamenti di Capodanno. Così, Armstrong passò ben 18 mesi presso il carcere minorile Colored Waif’s Home for Boys, dove sotto la guida del maestro Peter David imparò ad usare corno e cornetta.

3) Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna

Dopo aver lasciato New Orleans nel 1922, Armstrong passò tre anni a suonare tra Chicago ed Harlem. Pur essendo felice della sua vita di musicista itinerante, la seconda moglie, una pianista di nome Lil Hardin, lo convinse che senza una band sua avrebbe finito per sprecare il suo immenso talento.

Nel 1925, mentre si stava esibendo a New York, la Hardin di sua iniziativa si accordò con il Dreamland Café di Chicago, per fare del marito la stella di uno spettacolo musicale. Insistette addirittura per presentarlo come “il più grande suonatore di tromba al mondo”, il che ci fa capire come mai inizialmente Armstrong fu titubante. La mossa si rivelò fondamentale per la carriera di Armstrong, che da quel momento in poi spiccò il volo. Il suo matrimonio con Lil, invece, finì nel 1938.

4) Il suo stile gli devastò le labbra

Armstrong amava così tanto suonare in pubblico da sottoporsi a lunghissimi tour che ne mettevano a dura prova persino le labbra: a volte suonava così forte che le sue labbra si tagliavano durante i concerti, fino a creare delle vere e proprie cicatrici che le facevano sembrare “più dure di un pezzo di legno”, come raccontò lui stesso. Il celebre trombettista arrivò addirittura a rimuovere i calli sulle labbra con un rasoio! Eh già, suonare la tromba a quei livelli non è esattamente un’attività tranquilla, come leggere un libro o provare i giochi su pokerstarscasino.

5) Le critiche al presidente Eisenhower

Ad Armstrong non piaceva parlare di politica, in un’epoca in cui il tema del razzismo era di strettissima attualità, soprattutto negli Stati Uniti d’America. Ma nel 1957, attaccò addirittura il presidente Dwight D. Eisenhower, definendolo un “voltagabbana” e uno “senza coraggio”, tanto da rifiutarsi di partecipare ad un tour nell’Unione Sovietica, sponsorizzato dallo stesso governo degli Stati Uniti.

7) Il sorpasso sui Beatles

Nel 1963, Louis Armstrong e i suoi All Stars registrarono la colonna sonora di un musical che avrebbe avuto un discreto successo. Il trombettista non si aspettava molto da quel lavoro, ma quando lo show debuttò a Broadway l’anno seguente, divenne un culto: quel musical si chiamava “Hello Dolly!”.

Louis Armstrong

Nel maggio del 1964, “Hello Dolly!” scalò tutte le classifiche, spodestando addirittura due canzoni dei Beatles, che all’epoca avevano raggiunto l’apice della loro popolarità. All’età di 62 anni, Armstrong diventò il musicista più anziano nella storia degli Stati Uniti a raggiungere il primo posto delle classifiche con una sua canzone.

8) Lo strano destino di “What a Wonderful World”

Anche chi non è un grande appassionato di jazz conosce Louis Armstrong, e se gli chiedete di nominare una sua canzone, con ogni probabilità vi sentirete rispondere “What a Wonderful World”. Registrata nel 1967, quattro anni prima della sua morte, questa ballata raccolse un buon successo al di là dell’oceano, ma negli Stati Uniti non fu accolta con grande clamore.

Vent’anni dopo, nel 1987, la storia cambiò. La canzone venne inserita nella colonna sonora di “Good Morning, Vietnam”, capolavoro del cinema con Robin Williams tra i protagonisti: improvvisamente si ritrovò al numero 33 delle classifiche di Billboard, diventando ovunque il marchio di fabbrica di Louis Armstrong.